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Resistenza agli antibiotici: il problema nei batteri alimentari

Un rapporto europeo ha confermato la preoccupazione per la resistenza antimicrobica in batteri come Salmonella e Campylobacter. Ecco cosa sapere.

La resistenza agli antibiotici nei batteri di origine alimentare continua a essere una sfida per la salute pubblica in Europa. Secondo un rapporto delle autorità europee per la sicurezza alimentare e la prevenzione delle malattie, pubblicato nel febbraio 2026, Salmonella e Campylobacter sono microrganismi con ancora un’ampia diffusione di resistenza agli antimicrobici di uso comune. I batteri possono trasmettersi all’uomo anche con gli alimenti, causando infezioni che possono richiedere un trattamento farmacologico. La situazione necessita un approccio coordinato che consideri la salute umana, animale e ambientale come un unico sistema. Alcuni Stati membri hanno tuttavia segnalato progressi nella riduzione dei livelli di resistenza, sia negli esseri umani che negli animali da allevamento.

Monitoraggio costante e segnali incoraggianti

La proporzione di ceppi di Campylobacter e Salmonella resistenti alla ciprofloxacina, antibiotico importante per il trattamento di infezioni gravi nell’uomo, rimane elevata. Per il Campylobacter, la resistenza è talmente diffusa che il farmaco non è più raccomandato per la terapia delle infezioni umane, e il suo uso negli animali è stato limitato. Preoccupazione delle autorità anche per l’aumento della resistenza nella Salmonella isolata da casi umani. Si è registrata un’elevata resistenza ad altri antimicrobici comuni, come ampicillina e tetracicline. Un aspetto che richiede particolare attenzione è il rilevamento, in alcuni Paesi, di batteri E. coli produttori di carbapenemasi in animali e carne. I carbapenemi sono antibiotici di ultima risorsa in medicina umana e non sono autorizzati negli animali da allevamento, la fonte delle contaminazioni necessita di indagini approfondite.

La via da seguire: impegno coordinato e uso responsabile

Nonostante il quadro generale rimanga complesso, emergono segnali positivi. Diversi Paesi hanno riportato un calo della resistenza dell’uomo ad ampicillina e tetracicline per la Salmonella nell’ultimo decennio. Tendenze favorevoli si sono osservate anche negli animali, con una diminuzione della resistenza alle tetracicline nei polli e ad ampicillina e tetracicline nei tacchini. Per il Campylobacter, la resistenza all’eritromicina, un farmaco di prima scelta, è diminuita in diversi Stati. La resistenza combinata a più antimicrobici di importanza critica rimane generalmente bassa. Tuttavia, i miglioramenti precedenti hanno subito un rallentamento in alcune aree, come per l’E. coli nel pollame, dove i livelli di resistenza si sono stabilizzati. Le differenze tra Paesi riflettono le diverse pratiche nell’uso degli antibiotici, negli allevamenti e nelle strategie di prevenzione. L’uso responsabile degli antimicrobici in tutti i settori, unito a misure efficaci di prevenzione delle infezioni, igiene animale e sicurezza alimentare, è fondamentale per contrastare la diffusione dei batteri resistenti e proteggere la salute pubblica.

Le informazioni fornite hanno scopo divulgativo e non sostituiscono in alcun caso il pa rere del medico curante o dello specialista di riferimento. In caso di sintomi persistenti o dubbi, è necessario consultare il proprio medico.

Fonte: The European union summary report on antimicrobial resistance in zoonotic and indicator bacteria from humans, animals and food in 2023–2024

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