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Giornata della neurologia: 5 consigli per proteggere la salute del cervello in vacanza

La Società Italiana di Neurologia (Sin) ha acceso i riflettori sull’importanza della prevenzione neurologica anche durante il periodo estivo. In occasione della Giornata nazionale della Neurologia, che coincide con la Giornata mondiale del cervello il 22 luglio 2025, la Sin ha presentato un vademecum con cinque consigli per mantenere il cervello sano e in forma durante le vacanze. L’iniziativa si inserisce nella Strategia Italiana per la Salute del Cervello 2024-2031, ispirata al principio “One Brain, One Health”, che riconosce il legame tra salute cerebrale, salute mentale, ambiente e società.

Idratazione, sonno regolare e attività fisica

Il vademecum della Sin comprende cinque punti per la salute del cervello in vacanza. La Sin raccomanda un’idratazione adeguata e un’alimentazione neuroprotettiva, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce azzurro e grassi insaturi. Segue l’importanza di un sonno regolare e di qualità, che favorisce il benessere neuronale, la memoria e la stabilità emotiva. L’attività fisica quotidiana, come camminate, nuoto o escursioni, stimola la neurogenesi e migliora il flusso sanguigno cerebrale, riducendo il rischio di demenza e depressione. La stimolazione cognitiva attraverso attività come lettura, gioco e apprendimento, unita alle relazioni sociali, rafforza la riserva cognitiva e protegge da declino cognitivo e depressione.

Gestione dello stress e prevenzione dei traumi

La gestione dello stress attraverso tecniche di rilassamento e la protezione dai traumi, ad esempio proteggendo il capo durante le attività sportive, completano il quadro della prevenzione neurologica estiva. La Sin sottolinea come la prevenzione dello stress sia una priorità anche in vacanza, alla luce dell’aumento dei disturbi psicologici registrato nel 2024. I consigli si inseriscono in un più ampio impegno della Sin per promuovere una cultura della prevenzione neurologica, in linea con gli obiettivi dell’Oms e dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Il consiglio dei farmacisti non intende sostituire il consulto con i medici curanti, ove la problematica presentata dovesse perdurare. È necessario contattare i medici curanti o gli specialisti di riferimento per una valutazione approfondita e un trattamento adeguato.

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Bere molta acqua ma sentirsi assetati: quando consultare un medico

La sensazione di sete è un meccanismo fisiologico che regola l’equilibrio idrico dell’organismo. Tuttavia, quando il bisogno di bere diventa costante e insaziabile, potrebbe indicare la presenza di condizioni mediche sottostanti. Tra le cause più comuni vi sono il diabete mellito – che altera la capacità del corpo di gestire gli zuccheri –, e il diabete insipido, patologia rara legata alla regolazione dei liquidi. Anche disidratazione, assunzione di farmaci diuretici o diete ricche di sodio possono contribuire a tale sintomo.

Quando la sete eccessiva diventa un campanello d’allarme

Se il bisogno di bere persiste nonostante un’adeguata idratazione, è opportuno valutare la presenza di altri segnali correlati. Perdita di peso immotivata, affaticamento o minzione frequente potrebbero suggerire la necessità di approfondimenti diagnostici. In tali casi, è consigliabile rivolgersi a un medico per escludere patologie come iperglicemia, squilibri elettrolitici o disfunzioni renali. Gli esperti sottolineano di non sottovalutare il sintomo, soprattutto se associato a ulteriori anomalie.

L’approccio diagnostico e la gestione del sintomo

Un’anamnesi accurata e esami mirati, come analisi del sangue e delle urine, possono aiutare a identificare la causa della sete eccessiva. In base alla diagnosi, il trattamento potrà variare: dalla modifica dello stile di vita alla terapia farmacologica. In assenza di condizioni patologiche, potrebbe essere sufficiente regolare l’apporto idrico o ridurre il consumo di alimenti salati. Il farmacista può svolgere un ruolo chiave nel consigliare soluzioni temporanee e nell’indirizzare il paziente verso un consulto specialistico quando necessario.

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Agevolazioni fiscali per le spese sanitarie nella dichiarazione 2025

Le spese sanitarie sostenute nell’anno d’imposta possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi, con benefici fiscali per i contribuenti. È importante conoscere le regole per accedere alle agevolazioni, evitando errori che potrebbero compromettere il diritto alla detrazione.

Quali spese sanitarie sono detraibili?

Le spese sanitarie detraibili includono prestazioni mediche generiche, acquisto di farmaci con o senza prescrizione, visite specialistiche, analisi diagnostiche, interventi chirurgici e ricoveri. Sono compresi anche dispositivi medici, protesi e ausili per persone con disabilità. La detrazione è calcolata al 19% sull’importo che supera la franchigia di € 129,11. Per i farmaci, è necessario che lo scontrino riporti il codice fiscale del contribuente, la natura del prodotto (es. “medicinale”) e il codice Aic (Autorizzazione all’immissione in commercio). Le spese veterinarie per animali da compagnia sono detraibili entro un limite massimo di € 550, sempre con franchigia di € 129,11.

Documentazione necessaria e pagamenti tracciabili

Come dimostrare le spese sostenute? Dal 2020, per fruire della detrazione, le spese sanitarie devono essere pagate con metodi tracciabili (bonifico, carta di credito, Pos), tranne per l’acquisto di farmaci e dispositivi medici. È fondamentale conservare fatture, ricevute fiscali e scontrini “parlanti”, che riportino i dati richiesti dalla legge. Per le prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate, non è obbligatorio il pagamento tracciato. In caso di spese all’estero, la documentazione deve essere tradotta in italiano se redatta in lingue diverse da inglese, francese, tedesco o spagnolo.

Agevolazioni per persone con disabilità e patologie croniche

I portatori di handicap hanno diritto a detrazioni aggiuntive per sussidi tecnici, veicoli adattati e spese di assistenza specifica. Le patologie croniche che danno diritto all’esenzione dal ticket sanitario permettono di detrarre le spese correlate anche per familiari non a carico, entro un limite di € 6.197,48 annui. Per i veicoli acquistati da persone con disabilità, la detrazione del 19% si applica su un massimo di € 18.075,99 in 4 anni. È possibile rateizzare il beneficio in quote annuali.

Le informazioni fornite hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista. In caso di sintomi persistenti o dubbi, consultare sempre un professionista sanitario. Per questioni fiscali specifiche, è consigliabile rivolgersi a un commercialista o all’Agenzia delle entrate.

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Melanoma e altri tumori della pelle in crescita: le preoccupazioni dei dermatologi

Il melanoma, un tumore cutaneo particolarmente aggressivo, insieme ad altre forme di cancro della pelle come il basalioma e il carcinoma spino-cellulare, è una delle principali sfide dermatologiche in Italia. Nel 2020 sono stati diagnosticati 14.900 nuovi casi di melanoma, una cifra che, secondo le stime, salirà a oltre 17mila entro il 2025, con un aumento annuo del 5%.

Diagnosi precoce fondamentale per un trattamento efficace

Nonostante la gravità di tali patologie, esiste un dato incoraggiante: se diagnosticati per tempo e gestiti in modo adeguato, i tumori della pelle, e in particolare il melanoma, nell’80% dei casi, possono essere trattati efficacemente con un semplice intervento di asportazione chirurgica. Tuttavia, i dermatologi italiani lanciano un allarme riguardo ai ritardi nella presa in carico dei pazienti con sospetto tumore cutaneo, dovuti all’aumento della domanda di visite specialistiche e alla progressiva riduzione delle risorse sanitarie.

L’importanza della prevenzione e dell’accesso tempestivo

Di fronte a numeri in costante aumento e a un sistema sanitario sotto pressione, diventa fondamentale intervenire con misure concrete di prevenzione, diagnosi precoce e accesso tempestivo alle cure dermatologiche. È necessario evitare allarmi ingiustificati e inutili ricorsi allo specialista, ma allo stesso tempo è indispensabile promuovere comportamenti corretti, come l’utilizzo di creme protettive adeguate e abiti schermanti, soprattutto per i soggetti a rischio.

Il ruolo della medicina generale

Il ruolo della medicina generale risulta centrale nell’orientamento della domanda assistenziale in dermatologia, e si evidenzia la necessità di potenziare ulteriormente i percorsi di formazione dei medici di medicina generale specificamente orientati sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce. È utile ricordare che il consiglio dei farmacisti non intende sostituire il consulto con i medici curanti, ove la problematica presentata dovesse perdurare. È necessario contattare i medici curanti o i medici specialisti di riferimento per una valutazione approfondita e un’adeguata gestione della situazione clinica.

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Mal di stomaco post-prandiale: gli errori alimentari da evitare

Il mal di stomaco dopo i pasti è un disturbo frequente, spesso legato a comportamenti alimentari errati. Mangiare troppo velocemente, consumare porzioni eccessive o abbinare cibi difficili da digerire sono tra le principali cause di discomfort gastrico. La scelta di alimenti ad alto contenuto di grassi o speziati può rallentare la digestione, aumentando la sensazione di pesantezza. L’assunzione di bevande gassate o alcoliche durante i pasti può ulteriormente aggravare la sintomatologia.

L’importanza di una corretta educazione alimentare

Un approccio più consapevole all’alimentazione può ridurre i disturbi digestivi. Masticare lentamente favorisce la produzione di enzimi salivari, facilitando il processo digestivo. È consigliabile suddividere i pasti in porzioni moderate ed evitare lunghi periodi di digiuno seguiti da abbuffate. La preferenza per alimenti ricchi di fibre, come frutta e verdura, e la limitazione di cibi processati contribuiscono a mantenere un equilibrio gastrointestinale. L’idratazione svolge un ruolo purché si eviti di bere grandi quantità di liquidi durante i pasti.

Strategie preventive e ruolo dei farmacisti

I farmacisti possono svolgere un ruolo attivo nell’educazione del paziente, suggerendo modifiche allo stile di vita e, se necessario, consigliando soluzioni farmacologiche appropriate. In caso di sintomi persistenti, è tuttavia essenziale rivolgersi a un medico per escludere condizioni patologiche sottostanti. L’adozione di abitudini alimentari corrette è la prima linea di difesa contro i disturbi gastrici post-prandiali, con benefici non solo per la digestione ma anche per il benessere generale.