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I danni del fumo attivo e passivo: conoscerli per prevenirli

Il fumo di sigaretta è uno dei più gravi problemi di salute pubblica a livello globale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il tabagismo è responsabile di milioni di decessi oclogni anno e di numerose patologie che colpiscono diversi organi e apparati del corpo umano. Il fumo attivo, ovvero l’inalazione diretta del fumo di sigaretta da parte del fumatore, è la forma più dannosa di esposizione al tabacco.

Gli effetti del fumo attivo sulla salute.

Il fumo attivo è associato a un aumentato rischio di sviluppare diverse patologie: cancro al polmone, cancro alla laringe, cancro alla bocca, cancro all’esofago e cancro alla vescica. Il fumo di sigaretta è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Si menzionano l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale, come le malattie respiratorie croniche: broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) ed enfisema polmonare.

Pericoli del fumo passivo

Il fumo passivo, ovvero l’inalazione involontaria del fumo di sigaretta prodotto da altri fumatori, è un rischio per la salute dei non fumatori. L’esposizione al fumo passivo aumenta il rischio di sviluppare cancro al polmone, malattie cardiovascolari e malattie respiratorie, soprattutto nei bambini e nelle persone con patologie preesistenti. Il fumo passivo può causare irritazione agli occhi, al naso e alla gola, e può scatenare o peggiorare l’asma e altre condizioni respiratorie.

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Ritorno a scuola: i consigli per una routine equilibrata e produttiva

Riprendere i ritmi e le abitudini scolastiche richiede un periodo di adattamento, durante il quale è necessario adottare uno stile di vita equilibrato e regolare. Mantenere una routine ben strutturata può favorire la concentrazione, migliorare il rendimento scolastico e contribuire al benessere generale degli studenti.

Sonno regolare e di qualità

Gli studenti dovrebbero cercare di andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora, anche durante i weekend, per regolare il proprio orologio biologico. È consigliabile evitare l’uso di dispositivi elettronici almeno un’ora prima di coricarsi, poiché la luce blu emessa dai devices può interferire con la produzione di melatonina, ormone del sonno. Dormire a sufficienza, tra le 7 e le 9 ore a notte, è essenziale per affrontare con energia e lucidità le sfide quotidiane.

Alimentazione sana e attività fisica

Gli studenti dovrebbero consumare pasti bilanciati, ricchi di frutta, verdura, proteine magre e carboidrati complessi, evitando cibi processati e zuccherati. Fare colazione ogni mattina è particolarmente importante per fornire al corpo e alla mente l’energia necessaria ad affrontare la giornata. Praticare regolarmente attività fisica, anche solo 30 minuti al giorno, può contribuire a migliorare la concentrazione, ridurre lo stress e favorire un sonno di qualità.

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Sindrome feto-alcolica: l’importanza di evitare l’alcol in gravidanza

L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha avviato un’iniziativa volta a sensibilizzare le future mamme e l’intera società sull’importanza di evitare completamente il consumo di alcol durante la gravidanza. Nonostante sia noto che l’assunzione di bevande alcoliche possa compromettere la salute del nascituro, una percentuale non trascurabile di donne in attesa continua a bere, esponendo il feto a gravi rischi. Secondo i dati più recenti del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss, relativi al triennio 2019-2022, lo 0,2% delle future mamme rientra nella categoria delle bevitrici croniche, mentre quasi il 6% è classificato come bevitrice sociale, ovvero consuma alcol saltuariamente durante incontri e uscite con amici e colleghi.

Astensione dall’alcol durante la gestazione è fondamentale

In occasione della Giornata mondiale della lotta alla sindrome feto-alcolica e dei disturbi correlati, che si celebra il 9 settembre, l’Iss ha lanciato la campagna “Zero alcol in gravidanza”. Il messaggio chiave è che non esiste una quantità sicura di alcol durante la gestazione e che l’unica scelta possibile per tutelare la salute del bambino è astenersi completamente dal consumo di bevande alcoliche. La campagna coinvolge anche i futuri papà, sottolineando il loro ruolo di supporto in questo percorso.

Il progetto biennale dell’Iss per i disturbi dello spettro feto-alcolico

Parallelamente alla campagna di sensibilizzazione, l’Iss ha avviato un progetto biennale che si articola in tre obiettivi principali: monitorare il consumo di alcol in gravidanza, formare gli operatori socio-sanitari e sensibilizzare sui rischi connessi all’esposizione fetale all’alcol. Il progetto prevede un’attività di laboratorio per acquisire informazioni sul consumo di alcol e l’eventuale uso concomitante di altre sostanze psicotrope nelle giovani donne di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Saranno organizzati corsi di formazione a distanza per gli operatori socio-sanitari, al fine di aumentare la loro capacità di intercettare precocemente i rischi legati al consumo di alcol in gravidanza. L’attività di sensibilizzazione sarà rivolta anche agli studenti delle ultime classi delle scuole secondarie di secondo grado, attraverso i social media e interventi nelle scuole stesse.

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Metamizolo: l’Ema raccomanda misure per ridurre rischio di agranulocitosi

Il 6 settembre 2024 l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha esaminato i dati disponibili sul rischio di agranulocitosi associato all’uso di farmaci contenenti metamizolo, analgesico utilizzato per il trattamento del dolore da moderato a severo e della febbre. L’agranulocitosi è un effetto collaterale già noto che comporta una diminuzione improvvisa e marcata dei granulociti, un tipo di globuli bianchi, e può portare a infezioni gravi o persino fatali.

Rischio di agranulocitosi non correlato alla dose di metamizolo utilizzata

Il Prac ha sottolineato che l’agranulocitosi può verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento o poco dopo l’interruzione del farmaco, anche in persone che hanno utilizzato il metamizolo in precedenza senza problemi. L’effetto collaterale non è correlato alla dose di metamizolo utilizzata. Il comitato ha raccomandato che il metamizolo non debba essere utilizzato in pazienti ad aumentato rischio o suscettibili di agranulocitosi, come coloro che hanno precedentemente manifestato agranulocitosi causata da metamizolo o farmaci simili, che presentano problemi al midollo osseo o condizioni che influenzano la produzione o il funzionamento delle cellule del sangue. È utile ricordare che il consiglio del farmacista non sostituisce il consulto del medico curante, qualora la problematica presentata dovesse perdurare. In tal caso, è necessario contattare il proprio medico di base o lo specialista di riferimento.

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Glatiramer acetato: possibili reazioni anafilattiche anche dopo anni di terapia

Le aziende farmaceutiche Teva Gmbh e Mylan Spa, in collaborazione con l’Agenzia europea per i medicinali e l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), hanno diffuso il 21 agosto 2024 una nota informativa riguardante il rischio di reazioni anafilattiche associate all’uso di glatiramer acetato, farmaco indicato per il trattamento delle forme recidivanti di sclerosi multipla. Secondo quanto riportato nella comunicazione, le reazioni allergiche gravi possono manifestarsi immediatamente dopo la somministrazione del farmaco oppure a distanza di mesi o anni dall’inizio della terapia.

Riconoscere tempestivamente i sintomi di una reazione anafilattica

Le autorità hanno enfatizzato l’importanza di informare, da parte degli operatori sanitari, adeguatamente i pazienti e i loro caregiver sui segni e sintomi caratteristici delle reazioni anafilattiche, in modo da poter richiedere tempestivamente l’intervento medico d’emergenza in caso di necessità. Tale aspetto risulta particolarmente rilevante considerando la possibilità di autosomministrazione del farmaco a domicilio e la potenziale sovrapposizione di alcuni sintomi con le comuni reazioni post-iniezione, che potrebbe ritardare l’identificazione di una reazione anafilattica.

Aggiornamento delle informazioni di prodotto

In seguito a una revisione a livello europeo dei dati disponibili riguardanti le reazioni anafilattiche associate a glatiramer acetato, le informazioni di prodotto di tutti i medicinali contenenti tale principio attivo saranno aggiornate con nuove indicazioni sul rischio di reazioni anafilattiche, compresa la possibilità che queste si verifichino anche a distanza di tempo dall’inizio del trattamento. È utile ricordare che il consiglio del farmacista non intende sostituire il consulto con il medico curante, qualora la problematica presentata dovesse perdurare. In tal caso, è necessario contattare il proprio medico di fiducia o lo specialista di riferimento.