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«Mantieni le promesse al tuo cuore», il 29 settembre è la Giornata mondiale per il cuore

È l’invito rivolto a tutti ad adottare corretti stili di vita per ridurre i fattori di rischio cardiovascolare, in particolare: non fumare, muoversi di più e mangiare sano.

Per la salute del cuore sono necessari prevenzione e impegno di ognuno. Per sconfiggere le patologie cardiovascolari, responsabili in Italia del 44% dei decessi, è necessario trovare nuove strategie e strumenti di prevenzione. Il tema della “Giornata mondiale per il cuore” sono le promesse e i buoni propositi che ogni persona dovrebbe fare al proprio cuore, e anche quelle che le amministrazioni sanitarie dovrebbero fare ai cittadini, in particolare alle donne, ai giovani e ai futuri genitori.
La campagna sulla prevenzione delle malattie cerebro-cardio-vascolari, è promossa dalla World Heart Federation e in Italia dall’Associazione “Fondazione italiana per il cuore” (FIpC), insieme a Conacuore, e quest’anno in collaborazione con Regione Lombardia.
«Adottare e promuovere scelte di vita salutari per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari è una priorità di Regione Lombardia, da sempre impegnata nella promozione di uno stile di vita sano attraverso suoi professionisti, campagne mirate e l’adozione di specifici piani di prevenzione – afferma Giulio Gallera, Assessore al Welfare, Regione Lombardia. Perché se è vero che ogni anno le malattie cardiovascolari sono responsabili di 17,5 milioni di morti premature nel mondo, è d’obbligo ricordare che queste patologie sono in buona parte prevenibili adottando ogni giorno scelte di salute, come smettere di fumare, fare esercizio fisico, mangiare e bere in modo sano, cioè prevenendo i fattori di rischio modificabili. La prevenzione è dunque fondamentale, per questo Regione Lombardia, attraverso programmi che fanno capo al Piano Regionale della Prevenzione, ha come obiettivo quello di rendere sempre più consapevoli i cittadini».
È ormai consolidato che la prevenzione o le cattive abitudini si trasmettono attraverso i geni da una generazione all’altra. E in questo i genitori sono responsabili sia della propria salute sia di quella dei loro figli. «Sedentarietà, dieta e tabacco sono i tre principali fattori che causano oltre il 50% delle morti a livello mondiale per patologie non trasmissibili. Da alcuni anni si presta sempre maggiore attenzione  alla teoria “Origini dello Sviluppo della Salute e delle Malattie”, la DOHaD (Developmental Origins of Health and Diseases). Studi epidemiologici condotti a partire dagli anni ‘80 hanno evidenziato come la nostra salute si prepara ed è programmata nei nostri “primi mille giorni” di vita – spiega Sergio Pecorelli, Università degli Studi Brescia; Giovanni Lorenzini Medical Foundation – Milano, New York – e che l’origine di molte malattie trasmissibili complesse va ricercata nelle influenze che l’ambiente esercita sul nostro genoma già dal concepimento e fino al compimento dei primi due anni. È da qui, dunque, che parte la prima linea della prevenzione». I primi 1000 giorni sono il momento in cui si ha la massima plasticità dell’individuo, se si fanno le cose giuste nei primi mille giorni diminuiscono i rischi da adulti.
«Tra le promesse che vogliamo mantenere c’è l’obiettivo di ridurre del 25% l’incidenza delle malattie non trasmissibili, il cosiddetto “25 by 25” goal, come richiesto dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 2011. Ormai mancano solo 2.655 giorni per raggiungere questo importante traguardo. – Informa Emanuela Folco, Presidente, Associazione Fondazione Italiana per il Cuore – Con la Giornata mondiale per il cuore vogliamo sottolineare l’importanza della responsabilità di ciascun cittadino, della classe medica e delle istituzioni a mantenere e promuovere le buone pratiche e i corretti stili di vita, come dice il motto della Giornata mondiale per il cuore di quest’anno: facciamo delle promesse al nostro cuore e manteniamole».
Siamo ancora lontani dal raggiungere l’obiettivo “25 by 25”, che infatti è stato spostato in avanti. La riduzione del 25 per cento delle malattie non trasmissibili sarà raggiunta nel 2035 per gli uomini e addirittura del 2055 per le donne. Questo spostamento evidenzia come la prevenzione dovrà riguardare e parlare sempre più alle donne.

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