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Gli additivi chimici possono interferire con i trattamenti antibiotici

Le sostanze chimiche aggiunte ai prodotti di consumo possono interferire con le terapie antibiotiche in corso.

Le corsie dei negozi sono spesso rifornite con prodotti che promettono di uccidere i batteri. Spesso le persone usano quei prodotti che promettono di “uccidere i batteri”. Tuttavia, un recente studio della Washington University in St. Louis, pubblicato sulla rivista scientifica “Antimicrobial Agents & Chemotherapy”, ha scoperto che i prodotti che si supponga uccidano i batteri, non fanno altro che renderli più forti e capaci di sopravvivere ai trattamenti antibiotici.
In particolare, riferisce lo studio, l’esposizione al “triclosan”, può inavvertitamente portare i batteri in uno stato nel quale sono capaci di tollerare concentrazioni normalmente letali di antibiotico, compresi quegli antibiotici che sono comunemente usati per trattare le infezioni del tratto urinario.
Il triclosan è l’additivo responsabile dell’azione “antibatterica”, usato in dentifrici, collutori, prodotti cosmetici, ma anche vestiti, giocattoli per bambini, carte di credito, e altri supporti, con l’intenzione di ridurre la carica batterica e la crescita dei germi.
Ebbene, il nuovo studio effettuato su topi di laboratorio, ha scoperto fino a che punto l’esposizione al triclosan limita la capacità dell’organismo di rispondere al trattamento antibiotico per l’infezione del tratto urinario, oltre che mostrare evidenze sul meccanismo cellulare che consente al triclosan di interferire con il trattamento antibiotico.

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