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Salute e bellezza dei piedi: come dire basta a duroni, calli, occhi di pernice

È frequente dimenticarsi di dedicare ai piedi le giuste cure nel corso dell’inverno. Adesso è il momento adatto per affrontare i tipici ispessimenti che interessano la cute di queste zone.

È iniziata la primavera che, con le giornate di sole, porta con sé la voglia di procedere al cambio di guardaroba, facendo largo a vestiti leggeri e scarpe aperte. Mancano ancora alcuni mesi prima del passaggio ai sandali, ma non è troppo presto per iniziare a prendersi cura dei piedi, spesso trascurati durante i mesi freddi.

I duroni sono ispessimenti a carico della parte più superficiale della cute, detta strato corneo, che si formano nelle zone del piede maggiormente sottoposte a sfregamento. Sono dovuti in particolare al contatto continuo con calzature troppo strette o troppo larghe o dai tacchi molto alti.

I calli sono porzioni di pelle ispessita e dura, di dimensioni più piccole rispetto ai duroni. Anch’essi si presentano sulle zone sottoposte ad attrito, per l’impiego di calzature scomode o l’abitudine di camminare a piedi scalzi. I piedi dei soggetti diabetici meritano di particolari attenzioni, in quanto l’alterata sensibilità alle estremità può portare a non accorgersi della presenza di calli che, oltre a predisporre alla formazione di vesciche e all’insorgenza di eventuali infezioni, possono essere causa di ulcere, da trattare il prima possibile per evitare il rischio di cancrena.

L’occhio di pernice o, in termini tecnici, tiloma si manifesta soprattutto tra le dita dei piedi e, sebbene in genere sia più piccolo, può avere un aspetto del tutto simile a quello del callo, ma da questo differisce per la sua estensione negli strati più profondi del derma. Di frequente arreca dolore, che talvolta può essere causa di posture errate assunte a scopo antalgico. In caso di infezione è necessaria l’applicazione di prodotti topici a base di antibiotici.

Per definire gli ispessimenti della cute sopra citati si usa il termine di ipercheratosi. Per trattare le aree più soggette a sviluppare queste problematiche può essere utile impiegare la pietra pomice o effettuare uno scrub dopo avere ammorbidito la pelle con un pediluvio caldo in cui siano stati disciolti appositi sali da bagno.

In alternativa, si possono applicare prodotti esfolianti a base di agenti cheratolitici, come acido glicolico, acido lattico, urea, in grado di ammorbidire gli strati dell’epidermide più induriti. Al termine di questi trattamenti occorre utilizzare creme nutrienti che contenengano urea, burro di karité, glicerina, pantenolo, allantoina, vitamina E, da massaggiare fino ad assorbimento insistendo soprattutto su talloni e pianta del piede.

Se calli, duroni e tilomi provocassero fastidio o addirittura dolore alla pressione, si consiglia di proteggere l’area con specifici cerottini o cuscinetti in gel. Il farmacista potrà inoltre suggerire l’uso di formulazioni contenenti acido salicilico, che comprendono soluzioni, gel, unguenti, dischetti impregnati.

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