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Nutrizione e alimentazione: il glossario per orientarsi meglio

Navigare nel vasto mondo dell’alimentazione e della nutrizione può essere complesso, per la presenza di termini tecnici e di un flusso costante di informazioni, non sempre accurate. Per favorire la comprensione e comunicazione trasparente, la Federazione delle società italiane di nutrizione (Fesin) ha recentemente pubblicato un aggiornato “Glossario di alimentazione e nutrizione umana”. È uno strumento naato dalla collaborazione delle principali società scientifiche del settore per avere definizioni chiare, validate e condivise su oltre 160 concetti fondamentali. L’iniziativa intende rendere accessibili contenuti specialistici a un pubblico più ampio, contrastando ambiguità e fraintendimenti.

Percorso per creare un linguaggio condiviso

La realizzazione del glossario è il risultato di un rigoroso lavoro di squadra e di un metodo scientifico strutturato. Un gruppo di lavoro multidisciplinare, composto da esperti delle società federate Fesin, ha revisionato i termini della precedente edizione, ne ha proposti di aggiornati e ha formulato definizioni preliminari. Le proposte sono state sottoposte a un ampio panel di specialisti, compresi i consigli direttivi delle società scientifiche e altri esperti del settore. Ogni termine e la sua relativa definizione sono stati approvati solo dopo aver raggiunto un consenso superiore al 75%, seguendo una metodologia ispirata al metodo Delphi. Il processo ha garantito che le definizioni presenti nel glossario siano solide, equilibrate e accettate dalla comunità scientifica di riferimento.

Strumento dinamico per pazienti e persone

Il glossario si rivolge anche a chiunque desideri approfondire la propria conoscenza in materia di nutrizione. Sono spiegati in modo semplice concetti di base come “nutriente”, “dieta bilanciata” e “fabbisogno energetico”, ma anche termini più specifici legati alle patologie, come “malnutrizione”, “sarcopenia” o “sindrome metabolica”. Vengono chiarite anche distinzioni importanti, ad esempio tra “alimento funzionale” e “integratore alimentare”, o tra “allergia” e “intolleranza”. Si rimanda al glossario integrale nella sezione “Documenti allegati”.

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Microbiota: i batteri alleati per peso, pelle e sistema immunitario

Il microbiota intestinale è una comunità di microrganismi, prevalentemente batteri, che vive nel tratto digerente. La popolazione, spesso definita in modo semplificato come flora intestinale, è un ospite che interagisce continuamente con l’organismo che la ospita. La sua composizione è unica per ogni individuo e si modifica nel tempo in base a diversi fattori, tra i quali l’alimentazione, lo stile di vita, l’uso di farmaci e l’ambiente. L’equilibrio stabile della comunità microbica è fondamentale per il mantenimento di uno stato di salute. La ricerca scientifica ha progressivamente evidenziato come le funzioni del microbiota si estendano ben oltre la digestione, coinvolgendo sistemi e organi distanti dall’intestino.

Ruolo centrale nelle difese dell’organismo

Una delle funzioni del microbiota è il suo ruolo nello sviluppo e al corretto funzionamento del sistema immunitario. I batteri intestinali “buoni” interagiscono con le cellule immunitarie presenti nell’intestino, aiutando a educare il sistema di difesa a distinguere tra sostanze innocue e potenziali minacce. Il processo è essenziale per una risposta immunitaria equilibrata. Il microbiota sano e diversificato compete inoltre con microrganismi potenzialmente dannosi, limitandone la proliferazione e contribuendo a preservare l’integrità della mucosa intestinale, che funge da barriera fisica. La ricerca continua a esplorare le connessioni tra l’equilibrio del microbiota e la modulazione delle risposte infiammatorie e immunitarie in tutto il corpo.

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Cervello annebbiato: spesso la causa è nello stile di vita

Molte persone sperimentano periodi in cui la mente sembra non rispondere con la consueta prontezza. La condizione, spesso descritta come “cervello annebbiato”, si presenta con difficoltà nel focalizzare l’attenzione, nel ricordare dettagli, o nel portare a termine compiti che richiedono concentrazione. Sebbene possa essere fonte di preoccupazione, è importante considerare che l’età anagrafica non è l’unico fattore a incidere.

Abitudini quotidiane che influenzano la lucidità mentale

Sonno di scarsa qualità è uno dei fattori più comuni, poiché il riposo notturno è essenziale per i processi di rigenerazione cerebrale. Alimentazione sbilanciata, apporto di acqua inadeguato, o eccessivo consumo di zuccheri raffinati possono portare a fluttuazioni energetiche che si ripercuotono sulle funzioni cognitive. Anche lo stress prolungato sollecita costantemente il sistema nervoso, consumando risorse mentali e riducendo la capacità di concentrazione. Una vita eccessivamente sedentaria limita l’ossigenazione del cervello e la produzione di sostanze benefiche per i neuroni.

Strategie pratiche per sostenere la funzione cognitiva

Prioritario è dedicare un tempo adeguato al riposo notturno, cercando di rispettare orari regolari. L’idratazione va curata bevendo acqua durante tutta la giornata, l’alimentazione può essere arricchita con cibi integrali, frutta, verdura e grassi benefici come quelli della frutta secca o del pesce azzurro. Introdurre la moderata ma costante attività fisica, anche solo una camminata quotidiana, favorisce la circolazione e il benessere generale del cervello. È utile ritagliarsi brevi pause durante compiti impegnativi e praticare tecniche di gestione dello stress, come esercizi di respirazione profonda. Gli aggiustamenti dello stile di vita sono un solido fondamento per sostenere le naturali capacità cognitive.

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Un anno all’insegna del benessere: le raccomandazioni per la salute fisica e mentale

Il 2026 è anche un’opportunità per adottare comportamenti più salutari, a vantaggio del proprio benessere e di quello collettivo. Gli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss) hanno formulato una serie di raccomandazioni per supportare le persone nel percorso. Si tratta di indicazioni per la cura dell’alimentazione, passando per la gestione dello stress, con attenzione per l’ambiente domestico, e alla partecipazione attiva alla prevenzione.

Consapevolezza a tavola e gestione dei farmaci

Un primo ambito di intervento riguarda l’alimentazione. Consumare i pasti con maggiore lentezza e attenzione favorisce una digestione efficiente e aiuta a riconoscere i segnali di sazietà, contribuendo a un rapporto più equilibrato con il cibo. L’approccio, che valorizza anche l’aspetto sociale del pasto condiviso, non richiede regimi dietetici rigidi ma una rinnovata consapevolezza. È fondamentale prestare attenzione ai medicinali presenti in casa. Verificare periodicamente la data di scadenza indicata sulla confezione è una pratica necessaria, poiché oltre quel termine non è più garantita l’efficacia terapeutica del prodotto. Il rispetto delle condizioni di conservazione indicate dal produttore è altrettanto importante per mantenere inalterate le proprietà del farmaco.

Valore delle relazioni e donazione solidale

La qualità della vita è influenzata positivamente dalle relazioni, comprese quelle con gli animali da compagnia. L’interazione con i pet – animali da compagnia – può apportare benefici a livello emotivo, aiutando a ridurre le sensazioni di stress e solitudine. Un altro gesto dal forte valore sociale e personale è la donazione di sangue e plasma. La pratica sicura è un aiuto concreto per molti pazienti e consente al donatore di sottoporsi a periodici controlli sul proprio stato di salute. È un atto di responsabilità verso se stessi e verso la comunità.

Disconnessione e prevenzione attiva

Nella routine quotidiana, è utile moderare il tempo trascorso davanti agli schermi di dispositivi elettronici. Ridurre anche di un’ora al giorno l’utilizzo di smartphone e tablet può favorire una maggiore concentrazione, migliorare la qualità del sonno e restituire spazio mentale per altre attività. Accanto a ciò, un pilastro fondamentale del benessere è la prevenzione. Aderire agli inviti agli screening proposti dal Servizio sanitario nazionale permette una diagnosi precoce di eventuali patologie. Completano il quadro uno stile di vita attivo, con la regolare attività fisica anche moderata, e la cura dell’ambiente domestico, a partire da una corretta aerazione degli ambienti – a casa e lavoro – per garantire una buona qualità dell’aria interna.

Attenzione alle fonti di Informazione

In un contesto caratterizzato da un flusso costante di notizie, è importante selezionare con cura le fonti di informazione in ambito sanitario. Fare riferimento a siti istituzionali e autorevoli, come quelli delle agenzie di salute pubblica, è il metodo più sicuro per ottenere dati verificati e contrastare la diffusione di notizie inesatte che possono generare confusione e comportamenti potenzialmente rischiosi. È utile ricordare che i consigli forniti hanno carattere divulgativo e non intendono sostituire il parere del medico curante o dello specialista di riferimento. In caso di sintomi persistenti o dubbi sulla propria salute, è necessario consultare sempre un professionista sanitario.

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Intestino e umore: il legame è più forte di quanto si creda

La comunità di batteri, virus e funghi che compone il microbiota intestinale ha un ruolo attivo nella modulazione dell’asse intestino-cervello. Il microbiota in equilibrio, detto eubiosi, aiuta a mantenere l’integrità della barriera intestinale e supporta una corretta comunicazione con il cervello. Al contrario, condizioni di disbiosi, ovvero uno squilibrio nella composizione della flora batterica, possono compromettere la comunicazione. La disbiosi è associata a un aumento della permeabilità intestinale e a stati di infiammazione di basso grado. Le condizioni possono interferire con la produzione di neurotrasmettitori e inviare segnali di stress al sistema nervoso centrale, influenzando negativamente l’umore e le capacità cognitive. Alimentazione, stress cronico, uso di alcuni farmaci, e la mancanza di sonno possono alterare l’equilibrio del microbiota.

Come supportare l’ecosistema intestinale

Mantenere in salute l’intestino è una strategia concreta per supportare anche il benessere mentale. L’alimentazione è il fattore principale su cui agire. Il consumo regolare di fibre, presenti in verdure, frutta, cereali integrali e legumi, fornisce il nutrimento necessario ai batteri benefici. Alimenti fermentati, come yogurt, kefir e crauti, possono apportare microrganismi vivi e attivi. È utile limitare il consumo di alimenti ultra-processati, ricchi di zuccheri raffinati e grassi saturi, che possono favorire la disbiosi. Un adeguato apporto di acqua supporta le funzioni digestive e l’equilibrio della mucosa intestinale. La gestione dello stress attraverso tecniche di rilassamento e una regolare attività fisica moderata completa il quadro, poiché lo stress psicologico ha un impatto diretto sulla motilità e sull’ambiente intestinale. In alcuni casi, su consiglio del farmacista o del medico, può essere valutato l’uso di integratori specifici a base di probiotici o prebiotici per ripristinare l’equilibrio della flora batterica.