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Federanziani: «D’estate non lasciamo soli i nonni»

Caldo e solitudine rendono la stagione estiva spesso molto critica per senior e soggetti fragili al punto che, come sottolinea la federazione della terza età Senior Italia Federanziani, ogni anno si registrano vere e proprie “stragi” per questa fascia della popolazione. «Ai pericoli collegati direttamente alle ondate di calore – spiega la Federazione – si sommano poi in estate quelli della solitudine, piaga che affligge purtroppo molti senior e che in questi mesi estivi si acuisce con conseguenze spesso irreparabili. Fra le linee di condotta, a cui Senior Italia Federanziani invita tutti, c’è quindi quella di non abbandonare a se stessi gli anziani, e fare ciascuno la propria parte per arginare questa drammatica piaga». A tale proposito, la Federazione ha formulato anche un decalogo salva vita, con alcune fondamentali regole da seguire per proteggere i più anziani, ai quali è raccomandato di seguire con attenzione il sistema di rilevazione delle ondate di calore del ministero della Salute.

Provvedere con affetto alle esigenze degli anziani.

«Non lasciate soli i nonni – è l’invito del presidente di Senior Italia Federanziani Roberto Messina. State vicino ai nostri senior, ovviamente nel rispetto delle regole di sicurezza anti Covid. È un appello sempre valido, ma ancor di più in questo periodo dell’anno ad alto rischio. Chiamateli al telefono e, quando possibile, attraverso tutti gli strumenti digitali a disposizione. Anche una videochiamata può essere, in alcuni momenti, un segno di vicinanza importante. Non vi stancate di chiedere se hanno bisogno di qualcosa, perché a loro è impedito uscire di casa per gran parte della giornata per i rischi del caldo. E provvedete voi ai loro bisogni essenziali ogni volta che per loro non è possibile farlo. Ricordategli di seguire le loro terapie, perché interromperle o modificarle, senza il parere del medico, può avere serie conseguenze. E se è possibile, portateli in vacanza con voi! Aiutateli a vivere un’estate serena e assicuratevi che seguano le regole fondamentali del nostro decalogo salva vita».

Il decalogo salva vita di Senior Italia Federanziani.

Il decalogo di Federanziani ribadisce anzitutto l’importanza di evitare uscite tra le 12 e le 17, quando le temperature raggiungono i massimi livelli. Fondamentale poi idratarsi, bevendo almeno un litro e mezzo di liquidi al giorno, evitando bevande alcoliche, gassate, troppo zuccherate e troppo fredde e un eccesso di caffè o tè. Anche l’alimentazione ha la sua importanza: il decalogo sottolinea di consumare pasti leggeri, a base di pasta, frutta, verdura e gelati alla frutta, evitando cibi grassi e piccanti. Negli ambienti chiusi, fare il possibile per arieggiare, anche con ventilatori, ma senza esporsi direttamente al getto d’aria. Quanto all’abbigliamento, è consigliabile riparare la testa dal sole, indossare abiti leggeri, non aderenti, di colore chiaro e tessuti naturali. Va poi evitata l’esposizione prolungata al sole e, in caso di mal di testa da sovraesposizione, fare impacchi con acqua fresca per abbassare la temperatura corporea. Negli ultimi punti, il decalogo raccomanda di non trattenersi in automobili parcheggiate al sole e di non interrompere di propria iniziativa le terapie mediche, né sostituire i farmaci che si assumono abitualmente senza consultare il medico. Infine, per chi ne ha la possibilità, l’ideale è soggiornare in località collinari o termali.

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Conservazione dei farmaci, in condizioni sbagliate le medicine possono alterarsi

La conservazione dei farmaci in casa richiede alcuni accorgimenti per evitare che questi perdano efficacia o si deteriorino se tenuti in condizioni non adeguate. «I medicinali – raccomanda il ministero della Salute – vanno conservati in modo appropriato per mantenerne invariate le proprietà e per evitare errori pericolosi». Ci sono infatti diversi fattori che possono alterare i principi attivi dei prodotti farmacologi, come la temperatura e la luce. «Se si espongono i medicinali per un tempo esiguo (una o due giornate) a temperature superiori ai 25 gradi non se ne pregiudica la qualità – spiega l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) – ma per un tempo più lungo, se ne riduce considerevolmente la data di scadenza. Se invece la temperatura di conservazione è specificatamente indicata, non rispettarla potrebbe addirittura renderli dannosi». Quale regola generale, nel dubbio che un farmaco si sia alterato, è bene segnalare al farmacista o al medico eventuali cambi di colore, consistenza, sapore o odore.

Attenzione a luce, calore e umidità.

Ogni farmaco è accuratamente confezionato per evitare che qualche particolare condizione vada a comprometterne l’efficacia. Questo spiega perché, per esempio, i flaconcini di medicinali in forma liquida sono quasi sempre di vetro scuro, particolarmente spesso, in modo da evitare che vi penetri la luce, che il contenuto si surriscaldi e che, cadendo, la boccetta si frantumi. A questo proposito, tra le principali indicazioni sulla conservazione dei medicinali, il Ministero sottolinea di «riporli lontano da fonti di calore e non esporli direttamente alla luce, in quanto molti principi attivi possono perdere la loro efficacia se riscaldati, mentre altri sono “fotosensibili” e l’esposizione alla luce li danneggia. Generalmente, i medicinali devono essere conservati a temperatura ambiente, in ogni caso inferiore a 30° C, a meno che sulla confezione, non sia esplicitamente raccomandata la conservazione in frigorifero». Anche l’eccessiva umidità può alterare l’azione dei farmaci, per cui si consiglia, in particolare in caso di capsule o pasticche, di scegliere luoghi asciutti e non umidi (evitare quindi il bagno o la cucina) in quanto l’umidità può far diminuire l’efficacia del medicinale.

Ridurre al minino i potenziali pericoli.

Per stabilire dove collocare la farmacia di casa, la prima fondamentale regola da seguire rimane quella di tenere ogni medicinale lontano dalla portata dei bambini. Un’altra raccomandazione di cui tener conto è quella di conservare sempre i farmaci nelle confezioni originali, in modo che con esse si conservi anche il foglietto illustrativo, il numero di lotto e la data di scadenza del prodotto. In merito a quest’ultima il Ministero sottolinea che, una volta superata la scadenza, il medicinale non deve essere più usato e deve essere eliminato, smaltendolo sempre e solo negli appositi contenitori collocati presso le farmacie. È inoltre raccomandabile evitare di tenere i farmaci in armadietti o cassetti dove siano presenti sostanze pericolose, come ammoniaca, benzina o acetone, non solo per il rischio di confondere accidentalmente le medicine con una di queste, ma anche perchè i vapori che esse possono sprigionare sono in grado di alterare i principi attivi e le confezioni.

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Antibiotici, risorsa preziosa da usare responsabilmente

Dal 2017 il Ministero della Salute ha approvato il Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza (Pncar). Con questa espressione, si indica la capacità di vari microrganismi di resistere all’effetto degli antibiotici, un fenomeno che sta destando preoccupazione nelle comunità scientifiche di tutto il mondo. Si è quindi ritenuto fondamentale mettere in atto una serie di misure per ridurre questo processo, spesso provocato da un uso improprio degli antibiotici sia da parte degli operatori sanitari sia dei cittadini. «Usare bene gli antibiotici è una responsabilità del singolo nei confronti della propria salute e della collettività – sottolinea il ministero della Salute-. Un comportamento non corretto, infatti, potrebbe ridurre l’efficacia della terapia e aumentare il rischio che i batteri sviluppino resistenza all’azione di quell’antibiotico, rendendolo quindi inutile».

Con gli antibiotici mai fare da sé.

Per ridurre al minimo il rischio di antibiotico-resistenza, il Ministero ha diffuso varie linee guida per spiegare ai pazienti i principali accorgimenti da adottare. Tra questi, è assolutamente raccomandato consultare sempre il medico prima di assumere qualsiasi antibiotico. «Poiché alcune malattie infettive, pur essendo provocate da microrganismi differenti, presentano sintomi simili – spiega il Ministero – solo il medico potrà valutare l’eventuale necessità di intraprendere la terapia antibiotica e il tipo di antibiotico da assumere. Questo non è, infatti, un medicinale da automedicazione e in farmacia può essere venduto esclusivamente dietro presentazione di ricetta medica». Anche la frequenza di assunzione e la durata della terapia devono seguire scrupolosamente le indicazioni del curante, senza mai superare o ridurre autonomamente il dosaggio, nè interrompere la cura in anticipo. In caso si avanzassero delle dosi di antibiotico, queste non devono essere assunte se non consultando nuovamente il medico, anche se si presentassero sintomi analoghi a quelli che hanno determinato la prima assunzione. Una volta scadute, le confezioni di antibiotico vanno smaltite nell’apposita raccolta di farmaci, consultando il farmacista se non ci fosse un cassonetto per medicinali nelle vicinanze.

Preservare l’efficacia dell’antibiotico è possibile e doveroso.

«Combattere il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è possibile: gli antibiotici sono un bene prezioso, affinché la loro efficacia possa rimanere inalterata in futuro è necessario che tutti contribuiscano attraverso un uso corretto e responsabile». Con questo invito accorato, un opuscolo del Ministero della Salute ricorda a tutti che l’antibiotico è una delle più preziose conquiste della scienza e preservarne l’efficacia è possibile e doveroso. L’opuscolo elenca 10 cose da sapere sull’antibiotico, ribadendo che si tratta di un farmaco che cura le infezioni batteriche e non raffreddore, influenze o disturbi di altra origine. Un uso eccessivo di questa categoria di farmaci è la principale causa che può rendere i batteri in grado di resistere alla loro azione. Le raccomandazioni sull’uso degli antibiotici destinati alla cura degli umani valgono anche per quelli veterinari.

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Proteggersi dal sole, gli accorgimenti necessari contro i danni dei raggi UV

I raggi solari possono portare vari benefici alla salute, ma se l’esposizione ad essi è eccessivamente prolungata o effettuata quando il calore è troppo intenso, si corrono diversi rischi. Questi vanno da scottature lievi a severe, fino allo sviluppo di forme tumorali all’epidermide. La pelle, però, non è il solo bersaglio dei potenziali danni del sole: anche gli occhi e le labbra rischiano di incorrere in varie problematiche. «Un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti – sostiene la Fondazione per la ricerca sul cancro (Airc) – favorisce a breve termine le scottature e a lungo andare la formazione di rughe e cheratosi, malattie croniche della pelle che in rare occasioni possono generare lesioni pretumorali. Dai melanociti, le cellule che producono il pigmento melanina. che conferisce il colore alla pelle, può avere origine il melanoma, il più pericoloso dei tumori cutanei, la cui incidenza è in aumento. La sua insorgenza può dipendere da esposizioni al sole intense e occasionali, che provocano scottature, soprattutto nell’infanzia». La Fondazione precisa però che i melanomi, benché favoriti anche da fattori genetici, si possono spesso prevenire proteggendo la pelle dai raggi ultravioletti in modo adeguato.

Anche occhi e labbra vanno protetti.

L’esposizione solare può causare anche vari problemi agli occhi, per cui si consiglia anzitutto di non fissare mai il sole direttamente e di proteggersi con occhiali da sole progettati per schermare i raggi UV. Tra i potenziali pericoli, l’Airc ricorda i danni alla retina, la formazione di cataratta e, anche in questo caso, il rischio di sviluppare un melanoma (che può formarsi anche all’interno dell’occhio). È inoltre possibile la formazione di carcinoma squamoso della cornea o della congiuntiva. Oltre a pelle e occhi, l’esposizione solare eccessiva provoca danni anche alle labbra, dove chi soffre di herpes labiale potrebbe vederlo riattivarsi e, dove, ancora una volta i raggi ultravioletti possono portare alla formazione di forme tumorali.

Gli accorgimenti per proteggersi dal sole.

La prima regola per ridurre i rischi è naturalmente la scelta accurata dei tempi e della durata dell’esposizione al sole, tenendo in massima considerazione anche i fattori soggettivi, come l’età e il fototipo di pelle (specie se si parla di bambini, anziani o persone dalla carnagione molto chiara). L’Intergruppo melanoma italiano (Imi) ha formulato un decalogo per proteggersi dai danni del sole. Esso ricorda anzitutto che «chi si scotta frequentemente al sole ha maggiori possibilità di sviluppare il melanoma». L’uso di protezioni solari, cappelli e indumenti riparanti è quindi ancor più consigliato a questi soggetti. Le creme vanno scelte il base al proprio fototipo e in grado di proteggere sia dai raggi Uva sia dagli Uvb. Tra le altre raccomandazioni, il decalogo dell’Imi sottolinea di «esporsi gradualmente per consentire alla pelle di sviluppare una naturale abbronzatura. In tal modo di riduce il rischio di scottature. L’utilizzo di creme solari facilita questo obiettivo, in quanto ci si abbronza anche con fattori di protezione elevati. Bisogna continuare a usare creme solari anche quando si è già abbronzati perché la cute abbronzata non è protetta completamente dall’azione degli UV che creano danni al Dna e alle fibre elastiche della pelle (fotoinvecchiamento)».

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Dormire bene dipende spesso dalle abitudini personali

«Le regole dell’igiene del sonno sono una serie di comportamenti che naturalmente favoriscono un sonno notturno di buona qualità». Così esordisce il vademecum (http://sonnomed.it/2019/11/12/vademecum-di-igiene-del-sonno/) dedicato all’igiene del sonno, pubblicato dall’Associazione italiana medicina del sonno (Aims). L’attenzione scientifica rivolta a promuovere l’importanza di un riposo notturno di qualità dimostra quanto questo sia fondamentale per la salute. Si parla infatti di “igiene del sonno” perché non basta dormire, ma occorre dormire bene, attivando correttamente i processi fisiologici che garantiscono all’organismo di rigenerarsi durante la notte. Secondo gli esperti, raggiungere una buona qualità del sonno ed evitare o ridurre eventuali problematiche d’insonnia, dipende in ampia parte dalle abitudini e dai comportamenti individuali. «La maggior parte delle forme di insonnia – spiega il vademecum dell’Aims – sono correlate a un mancato rispetto di alcune regole elementari. Tali abitudini scorrette, inoltre, fanno sì che i problemi del dormire diventino cronici. D’altro canto, la correzione di comportamenti scorretti riguardo all’igiene del sonno quasi sempre migliora, se non risolve completamente, i problemi di insonnia».

Stanza, alimentazione e comportamenti ideali per dormire bene.

Come riporta l’Aims per assicurare un sonno di qualità occorre anzitutto adottare comportamenti adeguati. L’Associazione raccomanda di non svolgere attività mentalmente impegnative o emotive come lettura, studio, utilizzo del computer o guardare la televisione nella stessa camera in cui si dorme. Questa deve essere confortevole, sufficientemente oscurata, silenziosa, avere una temperatura adeguata e un’aria né troppo secca né troppo umida. Naturalmente letto e materasso devono essere comodi. Secondo l’Aims anche l’alimentazione ha un ruolo importante nel favorire un sonno adeguato, specie nelle ore che precedono la sera, nelle quali è raccomandato di evitare l’assunzione di bevande stimolanti, come caffè, tè, cioccolata e bibite energetiche o con caffeina. Anche i pasti troppo abbondanti, calorici e iperproteici sono da evitare a cena, così come alcolici e fumo di tabacco. L’Associazione suggerisce anche alcune abitudini da mettere in pratica per evitare di disturbare il sonno notturno. Tra queste raccomanda di evitare di dormire durante il giorno, salvo un breve sonnellino dopo pranzo. Assolutamente sconsigliato addormentarsi subito dopo cena davanti alla televisione.

Orari regolari e attività serali poco impegnative.

Una raccomandazione specifica riguarda anche la regolarità degli orari, sia per coricarsi sia per il risveglio, che dovrebbero mantenersi il più possibile uguali ogni giorno, rispettando possibilmente le inclinazioni naturali e bisogni individuali di dormire. Secondo l’Aims, inoltre «tali orari andrebbero rispettati anche nei fine settimana e nei giorni di riposo o di vacanza». Proseguendo con le regole per una corretta igiene del sonno, il vademecum dell’Associazione precisa che, oltre alla già menzionata necessità di evitare di svolgere attività impegnative sul piano emotivo o mentale, nelle ore serali è sconsigliata anche l’attività fisica medio-intensa. Altri suggerimenti utili sono: evitare di rimanere a letto oltre il tempo necessario per dormire e, in caso di difficoltà a prendere sonno, non restare a letto per più di 10 minuti, ma alzarsi e svolgere attività rilassanti fino a quando non si avverte un senso di sonnolenza.