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Diabete, stile di vita “attivo” aiuta a proteggersi

L’OMS ricorda l’importanza di una vita attiva per gli adulti soggetti a malattie croniche non trasmissibili tra cui ipertensione, diabete e disabilità.

“Camminare, Correre, Muoversi per una città in salute” è questo il titolo del convegno tenutosi a Roma in aprile 2018 in coincidenza della Giornata mondiale dell’attività fisica. L’obiettivo è stato quello di ribadire i benefici dell’attività fisica. E’ proprio l’OMS a ribadire che una discreta attività fisica è di importanza cruciale per tutti gli adulti, indipendentemente da genere, etnia o stato socio-economico, con particolare attenzione a coloro che sono affetti da patologie non trasmissibili come ipertensione arteriosa, diabete o disabilità.
Ebbene, proprio nei pazienti diabetici di tipo 2, insulino-dipendenti, è stato visto che una componente chiave è la tendenza alla sedentarietà, attitudine che dovrebbe essere quanto prima affrontata anche nel piano terapeutico di trattamento, con l’attività fisica. Attività fisica svolta principalmente in zona aerobica e di resistenza, con il fine di garantire il miglioramento del controllo glicemico e della sensibilità periferica dell’insulina, contribuendo alla prevenzione e al rallentamento dello sviluppo delle complicanze micro e macroangiopatiche e alla riduzione del rischio cardiovascolare, con l’obiettivo più nobile di arrivare a ridurre i dosaggi parziali o totali della terapia farmacologica.
Le raccomandazioni dell’American College of Sports Medicine (Acsm) e della American Diabetes Association (Ada) sono basate su attività fisica aerobica di intensità moderata, per una durata di almeno 2,5 ore a settimana di esercizio. Schema che va inquadrato nell’ottica di più ampio respiro di una revisione completa dello stile di vita.
Ha efficacia limitata quindi intervenire farmacologicamente e poi praticare uno stile d vita sendentario, fatto di eccessi. Anche in termini di prevenzione del diabete, si potrebbe beneficiare dell’attività fisica laddove svolta con regolarità.
Per informare correttamente sulle buone pratiche, l’Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici ha predisposto un vademecum dal titolo “Diabete: LIBERI di vincerlo. Alleniamoci a farlo!” scaricabile qui in PDF. In tutti i casi prima di intervenire sul cambiamento delle abitudini è necessario confrontarsi con il proprio medico specialista di riferimento.

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