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Bambini e insonnia, arriva il decalogo dei pediatri 

Sono molti i piccoli che soffrono d’insonnia. Il rimedio arriva dalla Società italiana di pediatria, che spiega alcune semplici regole per combatterla e dormire sereni.

Anche i bambini soffrono d’insonnia. E, se il problema interessa una persona su dieci dai sei anni fino all’adolescenza, nella fascia fino ai cinque anni, l’insonnia riguarda un bambino su cinque. E così, per favorire il riposo notturno, i pediatri hanno indicato dieci accorgimenti da seguire, nel corso del congresso della Società italiana di pediatria (Sip). Per i bambini, rispettare l’orario della nanna tutte le sere. Abituare il piccolo sin dalla tenera età ad addormentarsi sempre alla stessa ora, adattando i ritmi della famiglia a quelli del bimbo e non viceversa. Le buone abitudini vanno mantenute e consolidate nella crescita, variandole in base all’età. Far dormire il bambino sempre nello stesso ambiente (che sia la sua cameretta o nei primi mesi quella dei genitori), con luci soffuse senza device accesi, ed eventualmente con una musica dolce e monotona di sottofondo, non facendolo addormentare in ambienti diversi, come sul divano. Nei primi due o tre mesi di vita manca la fase di addormentamento, nel senso che non è possibile riconoscere con precisione quando il bambino sta crollando. In quelli successivi invece, appena si nota che il piccolo non succhia più con forza e chiude gli occhietti, si deve staccarlo dal seno e metterlo nel lettino. Rispettare l’orario dei pasti durante il giorno, adeguandosi ai ritmi del bambino. Mai usare il tablet o altri dispositivi elettronici dopo cena. Spegnere tutto almeno un’ora prima dell’addormentamento. La luce dei device, infatti, riduce la produzione di melatonina. Mantenere tutti gli apparecchi elettronici fuori dalla stanza da letto. Non dare troppo cibo o acqua prima di dormire. Evitare il latte o altri liquidi compresa la camomilla durante i risvegli, preferire piuttosto l’utilizzo di un oggetto consolatorio, come il ciuccio. Regolare con attenzione l’esposizione alla luce. Per il sonnellino pomeridiano, mantenere la luce dell’ambiente e ridurre il più possibile l’esposizione durante la notte. Evitare sostanze eccitanti dopo le 16. No a tè, solo deteinato in caso, no a bevande contenti caffeina e no alla cioccolata. Favorire un’alimentazione equilibrata. Con un adeguato introito di liquidi durante il giorno. Preferire cibi con fibre e triptofano che è un precursore della melatonina, come carni bianche, pesce azzurro, verdure verdi, legumi e cereali. No ai bambini nel lettone. Abituarli all’autonomia vuol dire anche lasciarli dormire nel proprio ambiente. Nei casi di risveglio, riportarli sempre nel loro lettino. Un metodo che può funzionare è promettere un premio al bambino se non va nel letto dei genitori.

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