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Prendersi una vacanza anche dall’attività fisica? Secondo uno studio è una pessima idea.

L’inattività anche per brevi periodi può avere conseguenze serie e durature. A dimostrarlo due studi su giovani e anziani.

Nell’immaginario collettivo il relax è legato all’inattività, e ora, al culmine dell’estate, i sonnellini sulla spiaggia possono essere seducenti e molti potrebbero essere tentati di prendersi una vacanza prolungata anche dall’esercizio fisico, eppure potrebbe essere una pessima idea con conseguenze durature, resistete.
Due nuovi studi, condotti rispettivamente su giovani e anziani, hanno infatti dimostrato che ridurre anche temporaneamente l’attività fisica quotidiana ha conseguenze metaboliche che possono essere anche pervasive e persistenti, prolungandosi in una certa misura anche dopo il ritorno alla routine.
L’attività fisica è, ovviamente, un bene per noi e per il nostro metabolismo. Tra i tanti effetti positivi, ad esempio, la contrazione dei muscoli brucia lo zucchero nel sangue come fa il carburante in una macchina  e, in risposta ai segnali dell’insulina ormonale, ne conserva anche un po’ come riserva per l’uso futuro. A lungo termine, queste condizioni aiutano il nostro corpi a evitare l’innalzamento dei livelli di glicemia, l’insulino-resistenza e il diabete di Tipo 2. Ma cosa succede quando, a seguito di scelte o circostanze, non ci esercitiamo o restiamo inattivi per un certo periodo di tempo? In alcuni studi precedenti con giovani sani e attivi, spesso studenti universitari, le conseguenze sono state rapide ma reversibili. Quando questi volontari si sono dedicati ai loro letti e alle loro sedie per giorni interi nell’interesse della scienza, spesso hanno sviluppato un aumento della glicemia e alcuni dei primi sintomi di insulino-resistenza. Ma entro un giorno o due dal ritorno alle loro normali attività, il loro usuale metabolismo si è stabilizzato e i livelli di zucchero nel sangue e di insulina sono diminuiti Ma per coloro che non sono robusti, giovani studenti universitari? La risposta l’hanno fornita proprio i due nuovi studi. In quello pubblicato a giugno su Diabetologia, i ricercatori dell’Università di Liverpool in Inghilterra hanno chiesto a 45 uomini e donne adulti di iniziare bruscamente ad essere sedentari. I volontari erano stati attivi in ​​precedenza, camminando per più di 10.000 passi nella maggior parte dei giorni, secondo le tecnologie di monitoraggio che avevano indossavano per diversi giorni prima dell’inizio dello studio. Inoltre erano metabolicamente sani e, test alla mano, privi di diabete, sebbene avessero parenti prossimi con questa patologia. Durante lo studio, i volontari hanno semplicemente smesso di muoversi molto, riducendo le loro camminate quotidiane a meno di 2000 passi e sedendosi per più di tre ore e mezza al giorno, una routine che hanno continuato per due settimane.I ricercatori hanno quindi ricontrollato i loro metabolismi e composizioni corporee e hanno chiesto loro di tornare ai loro precedenti livelli di attività per altre due settimane, dopo di che hanno ripetuto i test.
I risultati si sono dimostrati coerenti e allarmanti. Nelle loro due settimane di inattività, i volontari hanno quasi tutti sviluppato ciò che gli scienziati chiamano “disordini metabolici”. I loro livelli di zucchero nel sangue sono aumentati, la sensibilità all’insulina diminuita, i profili di colesterolo sono diventati meno sani, e hanno perso un po’ di massa muscolare nelle gambe mentre sono ingrassati attorno all’addome.
Per fortuna, la maggior parte di questi squilibri si sono invertiti una volta che uomini e donne sono tornati attivi.
Ma per ragioni sconosciute, alcuni dei volontari non sono tornati allo stesso livello di esercizio in cui erano impegnati prima. Rispetto al periodo precedente all’esperimento, hanno ridotto la vigorosa attività settimanale e hanno avuto alcuni sintomi lievi ma duraturi di resistenza all’insulina, anche a due settimane dal ritorno all’attività.
Le conseguenze dell’improvvisa inattività sono state più gravi e pregnanti in un altro nuovo studio, pubblicato a luglio su The Journals of Gerontology, che si è concentrato sulle persone in sovrappeso oltre i 65 anni che erano già a rischio di sviluppare diabete perché avevano glicemia alta, ma comunque tutti sani e attivi, con una media di circa 7.000 o 8.000 passi al giorno. Anche in questo caso i volontari per l’esperimento hanno ridotto le loro passeggiate, percorrendo 1000 passi al giorno per due settimane, prima di riprendere la loro normale attività, Come gli adulti nell’altro studio, nelle due settimane di sperimentazione questi volontari anziani hanno sviluppato rapidamente un peggiore controllo della glicemia e un notevole aumento della resistenza all’insulina. Alcuni hanno sviluppato cambiamenti nel tessuto muscolare, indice di un possibile inizio di perdita di massa muscolare, e alcuni sono stati addirittura rimossi dallo studio perché hanno sviluppato un diabete di Tipo 2 dopo il periodo di inattività.
Per la maggior parte degli uomini e delle donne che sono rimasti nello studio, i cambiamenti metabolici indesiderati non sono stati completamente annullati dopo due settimane di nuovo esercizio fisico.
La conclusione di questi risultati è che dopo alcune settimane di inattività potremmo trovarci meno in forma e in salute, forse per un periodo di tempo anche lungo, con conseguenze amplificate dall’aumento dell’età, spiega Chris McGlory, ricercatore in kinesiologia presso la McMaster University del Canada, e capo del team  di questo secondo studio: ‹‹Non è raro che le persone anziane si ammalino o si feriscano e finiscano per essere ricoverate in ospedale o in casa per diverse settimane, oppure che i più giovani decidano di prendersi qualche settimana di riposo dall’esercizio  e dall’attività fisica regolare, ma se possibile non smettete di muovervi”. Lo stesso specialista suggerisce di parlare con un fisioterapista delle opzioni di attività fisica, nel caso di ricovero in ospedale o immobilità forzata.
Insomma, invece di prendere una vacanza dall’attività fisica, considerate la possibilità di inserire l’esercizio fisico nella vostra vacanza, del resto la spiaggia può essere invitante tanto per un sonnellino quanto per una passeggiata romantica o rinfrescante.

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