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Contraccettivi ormonali combinati, l’Aifa: «Lieve aumento del rischio di tromboembolia venosa»

Le agenzie per i farmaci europea (Ema) ed italiana (Aifa) hanno reso noto del lieve aumento del rischio di tromboembolia venosa nelle donne che utilizzano dienogest/etinilestradiolo.

Le donne che assumono contraccettivi ormonali combinati contenenti dienogest ed etinilestradiolo sono esposte ad un rischio leggermente più elevato di coaguli nel sangue, rispetto a coloro che somministrano levonorgestrel/etinilestradiolo. Lo rende noto l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in accordo con l’Agenzia europea dei medicinali (Ema): il rischio sarebbe stimato in 8-11 casi di tromboembolia venosa ogni 10mila donne, contro i 5-7 casi per chi usa i contraccettivi ormonali combinati contenenti invece levonorgestrel, noretisterone o norgestimato, e solo 2 casi su 10mila all’anno per chi invece proprio non fa uso di questo tipo di farmaci.
In ogni caso, l’Aifa specifica che «i benefici associati all’utilizzo dei contraccettivi contenenti dienogest ed etinilestradiolo superano comunque il rischio di effetti indesiderati gravi nella maggior parte delle donne». E’ comunque sempre meglio rivolgersi al medico il quale nella prescrizione dovrà tenere conto dei fattori di rischio individuali di ciascuna paziente, anche rivalutandoli nel corso del tempo. Ma chi sono le donne più a rischio? Le over 35, le fumatrici, alle quali è vivamente consigliato di smettere o in alternativa di usare un metodo contraccettivo diverso, vale a dire non ormonale, le donne che hanno partorito da poco e quelle molto in sovrappeso. Tra i fattori a cui prestare attenzione: verificare se qualche membro della famiglia ha avuto coaguli di sangue prima dei 50 anni. Il pericolo che dunque possano formarsi coaguli nel sangue è comunque molto basso, ma non va sottovalutato perché nei casi più seri il problema potrebbe rivelarsi anche fatale.

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