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Latte vaccino, studio Usa rileva presenza di antibiotici, ormoni e pesticidi

Un recente studio statunitense ha messo in luce la presenza di antibiotici, ormoni e pesticidi nel latte vaccino non biologico.

Il latte, alimento decantato per le proprietà benefiche e nutrizionali, potrebbe costituire un pericolo per la salute. Ad accendere dubbi in merito alla sicurezza di questo prezioso alimento prezioso troppo usato – gli esseri umani sono gli unici mammiferi a far uso di latte anche oltre i sei mesi dalla nascita, bevendolo spesso per tutta la vita – è lo studio «Production-related contaminants (pesticides, antibiotics and hormones) in organic and conventionally produced milk samples sold in the USA», pubblicato sulla rivista scientifica «Public Health Nutrition» edito da Cambridge University Press, nel giugno del 2019. Lo studio si è posto l’obiettivo di determinare se il latte alimentare industriale – a differenza di quello biologico – contenesse sostanze che nocive per la salute. I ricercatori, dopo aver raccolto diversi quantitativi di latte biologico e di latte convenzionale, hanno dunque proceduto all’analisi dei livelli di pesticidi, antibiotici ed ormoni (ormone della crescita bovino (bGH), fattore di crescita simile all’insulina 1 associato a bGH (IGF-1)).
Ebbene, secondo quanto constatato dagli esperti, in seguito alla misurazione sono stati rilevati pesticidi per uso corrente e antibiotici in diversi campioni convenzionali ma non nei campioni organici, vale a dire nel latte biologico. Tra i campioni convenzionali, i livelli residui di antibiotici hanno superato i limiti imposti negli Stati Uniti di amoxicillina in un campion e in più campioni per sulfametazina e sulfatiazolo. Mentre, per quanto riguarda le concentrazioni degli ormoni di crescita bGH e IGF-1 presenti nel latte convenzionale, essi erano rispettivamente venti e tre volte più alti rispetto ai campioni organici. Da qui, le conclusioni degli studiosi: nonostante gli antibiotici e i pesticidi in uso non erano rilevabili nei campioni di latte biologici, erano tuttavia prevalenti nei campioni di latte prodotti convenzionalmente, con campioni multipli che superavano i limiti federali. Ne consegue che, secondo quanto rilevato, «livelli più elevati di bGH e IGF-1 nel latte convenzionale suggeriscono la presenza dell’ormone della crescita sintetico», sebbene i ricercatori abbiano evidenziato che «sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere l’eventuale impatto di queste differenze sui consumatori».