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Quali comportamenti per migliorare la qualità della vita?

Con il passare degli anni i primi acciacchi cominciano a farsi sentire. In che modo dunque contrastare e compensare l’azione degenerativa mediante l’applicazione di un corretto stile di vita? In prima battuta, è necessario allenarsi regolarmente. Non si tratta di allenamenti intensi in palestra ma il mantenersi più attivi possibili. Semplici esercizi a terra, nuotare, camminare o semplicemente restare in movimento facendo i classici servizi domestici. In sostanza, fare ciò che il tuo corpo permette di fare. L’importante è continuare ad allenarsi prendendo una trentina di minuti al giorno su tre o cinque volte a settimana. Tale atteggiamento deve essere parte di una routine.

Per mantenere uno stile di vita sano, inoltre, è necessario continuare a mangiare sano. Ciò aggiungendo più frutta e verdura alla dieta e mangiare meno carboidrati, sodio alto e grassi malsani. Evita di mangiare cibo spazzatura e dolci aiuta considerevolmente a controllare le funzioni corporee. Sempre con riferimento al cibo, è bene evitare di saltare un pasto. Ciò perché al pasto successivo l’organismo avrà bisogno ancora di più calorie.

Mantenersi impegnati nelle cose che appassionano è un atteggiamento che oltre a limitare lo stress, evita che le negatività della vita prendano il sopravvento. A questo si aggiunge il circondarsi di energia positiva per mirare a uno stato mentale sano. Non tutti i problemi possono essere risolti o evitati, ma è bene considerare di circondarsi di persone solari. Guardare il lato migliore della vita, anche se ci si trova in una situazione non desiderabile, aiuta a guardare in avanti e a superare le principali difficoltà.

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Resistenza agli antibiotici: un problema da non sottovalutare

«Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) – evidenzia il ministero della Salute – ogni anno 700 mila persone nel mondo muoiono a causa di un’infezione dovuta a batteri resistenti agli antibiotici. Di queste, secondo le stime del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) 33 mila si registrano in Europa (UE) e oltre 10 mila riguardano il nostro Paese. L’antibiotico resistenza è un problema tanto grave quanto poco considerato. Gli antibiotici sono farmaci di vitale importanza e distinguono in batteriostatici, in grado di impedire o limitare la riproduzione dei batteri, e battericidi, che hanno la capacità di ucciderli. L’ uso improprio, per esempio nel trattamento di infezioni provocate da virus, su cui non sono attivi, provoca fenomeni di “resistenza”: la possibilità che i microorganismi diventino insensibili alla terapia a cui in precedenza rispondevano.

Per prevenire l’antibiotico-resistenza occorre ricordare che in molti casi l’organismo possiede la capacità di superare un’infezione provocata da batteri senza la necessità di ricorrere all’utilizzo di farmaci antibatterici. Stati come la comune influenza stagionale non sono ricettivi nei confronti di questa tipologia di medicinali. È assolutamente da evitare il fai-da-te: la decisione di assumere autonomamente un antibiotico per via sistemica non è mai una buona idea. Ciò che ha funzionato in passato per risolvere sintomi che sembrano analoghi a quelli di cui soffriamo oggi può non essere indicato. La scelta di un’eventuale terapia antibiotica deve essere effettuata dal medico di volta in volta, dopo una visita accurata e un’attenta analisi della sintomatologia, meglio ancora se suffragata da un antibiogramma. Per individuare la molecola più adatta il medico può infatti avvalersi di questo esame, che consente di valutare la sensibilità ai diversi antibiotici del batterio presente nel materiale biologico prelevato dal paziente, come urine, feci, sangue, muco.

È necessario attenersi scrupolosamente alla posologia affinché la terapia risulti efficace, debellando l’infezione e scongiurando il rischio di ricadute. Rispettare dosi, modi e tempi di assunzione è quindi un’altra norma fondamentale per impedire la comparsa di antibiotico-resistenza. Si ricorda infine che il problema in questione in parte è dovuto alla somministrazione di antibatterici in ambito veterinario come promotori dell’accrescimento degli animali da allevamento. Come conseguenza di questa pratica, vietata negli stati membri dell’Unione europea, alcuni ceppi hanno sviluppato resistenza agli antibiotici somministrati agli animali destinati all’alimentazione umana, divenendo causa di infezioni nell’uomo che non risultano più curabili con gli antibiotici abitualmente prescritti.

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Stress termico, come evitarlo durante l’estate

Arriva il caldo e gli ambienti iniziano spesso a essere rinfrescati con climatizzatori e ventilatori, creando così la ben nota “escursione” di temperatura tra interni ed esterni. Questa condizione accentua il rischio di stress termico, già presente con il rialzo eccessivo delle temperature stagionali. Con l’espressione “stress termico” s’intende l’incapacità dell’organismo di mantenere la sua corretta temperatura attraverso i normali processi fisiologici, cosa che può accadere sia passando repentinamente dal caldo al freddo e viceversa, sia quando il caldo è molto intenso e non si compensa la sudorazione bevendo e rinfrescandosi. Le conseguenze dello stress termico sono di diverso tipo e di diversa entità e, per evitarli, occorre regolare correttamente il microclima negli ambienti chiusi e adottare vari accorgimenti all’aperto.

Come funziona la regolazione corporea della temperatura.

L’importanza di prevenire uno stress termico è tale che l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) ha elaborato delle linee guida per tutelare i lavoratori e gli ambienti professionali. «Il corpo umano – spiegano gli esperti dell’Istituto – può essere definito come un sistema contenente un nucleo produttore di calore, costituto dagli organi vitali, circondato da un rivestimento di tessuti che lo isolano dall’ambiente esterno. Gli organi vitali sono efficienti a una temperatura di circa 37°C; è possibile, tuttavia, che tale valore possa variare in funzione di specifiche condizioni temporanee (esercizio fisico, età, stress emotivi, digestione, alterazioni del battito cardiaco o cicliche nelle donne, temperatura ambientale, ecc.). L’organismo, attraverso la termoregolazione è in grado di mantenere la temperatura interna entro un ristretto intervallo».

Prevenire lo stress termico.

Quando il sistema di regolazione della temperatura corporea non riesce a mantenere o ripristinare i valori corretti, si verifica uno stress termico che può avere conseguenze anche gravi per la salute. Può infatti accadere che l’innalzamento eccessivo della temperatura porti alla disidratazione o determini crampi dovuti alla carenza di sali. Si può inoltre verificare ristagno di sangue nelle estremità inferiori o un abbassamento improvviso della pressione. Dopo un pasto, specie se abbondante, lo stress termico dovuto a un cambio improvviso della temperatura può causare una congestione. Per evitare questi rischi, il ministero della Salute raccomanda alcuni comportamenti utili a proteggersi, come «riparare la testa con un cappello leggero, usare tende parasole in auto, indossare indumenti chiari, non aderenti, di cotone o lino, usare creme solari protettive e occhiali da sole».

Controllare il microclima domestico.

«In casa – raccomanda il Ministero – schermare finestre e vetrate esposte a sud e sud-ovest con tende e/o oscuranti esterni regolabili, chiudere le finestre nelle ore più calde ma lasciarle aperte di notte, utilizzare un climatizzatore per rinfrescare l’ambiente regolando il termostato in modo tale che la temperatura ambiente sia pari a 24-26° C. Nelle aree caratterizzate principalmente da un elevato tasso di umidità, senza valori particolarmente elevati di temperatura, può essere sufficiente l’uso del deumidificatore in alternativa al condizionatore. Evitare di passare all’improvviso dal caldo al freddo e viceversa. Fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea, evitando però bruschi sbalzi di temperatura, che possono provocare ipotermia soprattutto in bambini e anziani».

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In che modo combattere la stanchezza?

Tutti a volte lottiamo con la fatica, ma cosa possiamo fare per combatterla? A parte il solito consiglio “dormi di più”, c’è un modo per sentirsi meno stanchi durante il giorno? Ecco alcuni consigli che aiutano a sentire meno la stanchezza e più attivi durante la giornata.

Stare lontani da smartphone e tablet (almeno di notte): Uno studio americano ha indicato che le persone che stanno al telefono dopo le 21.00 per motivi di lavoro erano significativamente più stanche e meno resistenti il ​​giorno successivo rispetto alle persone che spengono il telefono la sera. I ricercatori lo spiegano perché troviamo più difficile riposare e addormentarci se ci occupiamo di cose legate al lavoro o altre cose che ci agitano prima di andare a dormire.

Bere molta acqua. La quantità ideale di acqua da bere al giorno dipende dal peso corporeo, ma la scienza crede che 2 litri siano circa la quantità di cui hai bisogno per rimanere idratato. Se c’è difficoltà a bere acqua a sufficienza durante il giorno, provare a tenere una bottiglia d’acqua vicino a te, ad esempio sulla scrivania accanto a te, così ti ricordi facilmente di bere abbastanza.

Niente alcol prima di andare a letto. L’alcol danneggia la qualità del sonno. Molti direbbero il contrario: bere alcol li stanca, ma prova a bere uno o due bicchieri di vino rosso la sera e vorrai coccolarti e cadere subito a letto. È vero che l’alcol può farti sentire stanco e aiutarti ad addormentarti. Ma il tuo sonno sarà influenzato negativamente dal consumo di alcol poiché il tuo corpo deve produrre adrenalina per abbattere l’alcol.

Mantieni le cose ordinate. Siamo costantemente bombardati da frammenti di informazioni, che richiedono la nostra attenzione. Con una quantità crescente di informazioni, è sempre più difficile per il nostro cervello decidere quali informazioni vale la pena conservare nella nostra memoria e quali sono ridondanti e dovrebbero essere lasciate andare.

Una dieta povera di grassi per dormire meglio. Una dieta povera di grassi può aiutare a migliorare la qualità del sonno, secondo uno studio pubblicato nel 2010. Lo studio ha anche dimostrato che una dieta grassa può causare sensazioni di affaticamento. Se ami il tuo sonno, è quindi meglio stare lontano da una dieta troppo grassa.

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Commissaria Ue per la Salute: «È sempre un buon momento per smettere di fumare»

Ogni anno, il 31 maggio, ricorre la Giornata mondiale senza tabacco, istituita dall’Oms per indurre le popolazioni a riflettere su questo tema e rinnovare il proposito di diminuire drasticamente il consumo di tabacco nel mondo, soprattutto tra i giovani. In occasione dell’edizione 2021, Stella Kyriakides, Commissaria Ue per la Salute e la sicurezza alimentare, ha voluto diffondere un messaggio per ricordare anzitutto la stretta relazione che intercorre tra il fumo e diverse patologie che potrebbero essere evitate smettendo di fumare. «Il consumo di tabacco – ha dichiarato la Commissaria – è il principale rischio evitabile per la salute. È la principale causa di cancro prevenibile: il 27 % di tutti i tumori è infatti riconducibile al tabagismo».

Una nuova generazione libera da tabacco.

La drastica riduzione del tabagismo è tra le priorità dell’Oms e l’Unione Europea ne ha recepito l’urgenza, stabilendo un programma che prevede di portare il consumo di tabacco dall’attuale 25% della popolazione al 5%, auspicando di vedere in futuro nuove generazioni di non fumatori. «Con il piano europeo di lotta contro il cancro – spiega Stella Kyriakides – proponiamo azioni di prevenzione coraggiose e ambiziose per ridurre il consumo di sigarette. Abbiamo fissato un obiettivo molto chiaro: veder crescere in Europa una generazione libera dal tabacco, in cui meno del 5% della popolazione faccia uso di tabacco entro il 2040. Si tratterebbe di un cambiamento notevole rispetto all’attuale 25% circa. Ridurre il tabagismo è fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Senza il consumo di tabacco, nove casi di cancro del polmone su dieci potrebbero essere evitati. La crisi Covid-19 ha messo in luce la vulnerabilità dei fumatori, che presentano un rischio fino al 50% superiore di sviluppare malattie gravi e di morte a causa del virus, fatto che ha indotto milioni di persone a voler abbandonare il tabacco».

Aumentare la motivazione a smettere di fumare.

Naturalmente gli esperti sanno che per molte persone è davvero difficile abbandonare il fumo. La Giornata mondiale senza tabacco nasce per incoraggiare e sostenere tutti coloro che vogliono smettere di fumare, ricordando loro che è difficile, ma non impossibile. «Possiamo fare di più per aiutare, ed è proprio questo l’obiettivo della Giornata mondiale senza tabacco di quest’anno: impegnarsi a smettere. Dobbiamo aumentare la motivazione ad abbandonare il tabacco. Smettere di fumare è vantaggioso per tutti a tutte le età, sempre. Dobbiamo alzare il tiro e garantire che la legislazione dell’Ue sul tabacco sia applicata in modo più rigoroso, soprattutto per quanto riguarda la vendita ai minori e le campagne per smettere di fumare. Deve inoltre stare al passo con i nuovi sviluppi ed essere sufficientemente aggiornata per affrontare il flusso infinito di nuovi prodotti del tabacco immessi sul mercato. Tutto ciò è particolarmente importante per proteggere i giovani. Il mio messaggio è semplice: smettere ti salva la vita. È sempre un buon momento per smettere, anche se fumi da sempre».